Dalle radici a oggi: la nostra storia

Il nome La Botalla affonda le radici nel dialetto piemontese e in un pizzico di ironia popolare. Si dice che alla fine dell’Ottocento la proprietaria di questa cascina fosse una donna così robusta e fiera da guadagnarsi il soprannome di “Butala”, la botte grande da vino. Da allora, per tutti, questo è diventato il cascinale della Botalla, dando il nome all’intera località.

Io, Enrica, sono la quarta generazione di donne e uomini che hanno scelto di vivere e custodire questo luogo. Oggi porto avanti questa eredità con la stessa passione di chi mi ha preceduta, mantenendo viva l’essenza di una vera attività di famiglia.

Nelle foto ci sono i nonni: Marietta e Angeletto e i sette figli ( Lidia, Pierino, Edoardo, Beppe, Mario, Emma e Luigino). Poi i nipoti e in struttura troverete mia madre Marinella in linea diretta, poi mio padre Annibale e aiutanti di famiglia e non .

Qui alla Botalla ci piace fare tutto in prima persona. Siamo una realtà piccola e autentica: ci troverete nei campi, in cucina o ad accogliervi al vostro arrivo. Anche se durante le stagioni più intense ci facciamo dare una mano, il cuore pulsante dell’agriturismo resta la nostra famiglia. Facciamo il possibile per curare ogni dettaglio, preferendo la qualità alla quantità: la nostra offerta non cresce a dismisura perché vogliamo garantirvi sempre quell’attenzione su misura che solo chi ama la propria terra può offrire.

Uno sguardo sulla Valle Mongia

Siamo sospesi tra i colori di una valle che sa ancora di antico. Dalla Botalla lo sguardo si apre sulla Valle Mongia, un territorio dove la natura non è un contorno, ma la vera protagonista. Qui il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso, dettato dal vento che muove le foglie dei castagneti e dai profumi che cambiano con le stagioni.

Vivere qui significa svegliarsi con il profilo delle montagne e addormentarsi nel silenzio più profondo, interrotto solo dai suoni del bosco. È un luogo che invita a esplorare, a camminare lungo i sentieri o semplicemente a fermarsi per respirare la bellezza di un paesaggio ancora integro e sincero.